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Max Frisch

È NATO A ZURIGO NEL 1911, ED È STATO uno dei più noti e importanti scrittori del secondo Novecento, entrato a far parte anche del canone scolastico in particolare per i grandi romanzi, Homo Faber, Il mio nome sia Gantenbein e Stiller. Ma forse ancora più interessanti dei romanzi sono le narrazioni brevi e soprattutto il suo teatro (Andorra, La muraglia cinese, Don Giovanni o l’amore per la geometria), e gli sceneggiati radiofonici, di grande profondità e incisività. Architetto, soldato, giornalista e grande viaggiatore, Frisch fu da giovane un esperto scalatore, e la montagna rimase tra le sue passioni come luogo reale e simbolico, insieme alla letteratura, la psicologia e la geometria. La sua vita fu ricchissima di cambiamenti di ritmo e scenario, amicizie stimolanti (tra cui quelle con Brecht, Dürrenmatt e Ingeborg Bachmann), eventi imponderabili e riconoscimenti. Sempre apparentemente in fuga, adorava i rifugi, tra cui il più amato, dalla fine degli anni Sessanta, fu una vecchia stalla a Berzona da lui riadattata a residenza. Frisch ottenne tutti i più importanti riconoscimenti di ambito germanofono e anche molti premi e attestazioni di merito in Francia, Inghilterra, Israele e Stati Uniti.

Max Frisch (May 15, 1911 – April 4, 1991) was a Swiss playwright and novelist, regarded as highly representative of German-language literature after World War II. In his creative works Frisch paid particular attention to issues relating to problems of human identity, individuality, responsibility, morality and political commitment. His use of irony is a significant feature of his post-war publications. Frisch was one of the 22 founder members of the Gruppe Olten. He was awarded the Neustadt International Prize for Literature in 1986.

I libri di Max Frisch
Lo speciale
L'Ornitorinco
Libreria in vetrina
Libreria Gogol & Company
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