Io ci sto

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Napoli, che è città dalle mille crisi e contraddizioni, a volte è in grado di regalare meravigliose speranze, rendersi pioniera di originali innovazioni e diventare modello di buone condotte.

“Io ci sto” è la frase nata sul web dalla provocazione di un giornalista ed ex editore – Ciro Sabatino – che mal commentava l?ennesima libreria prossima alla chiusura. Salutando la Fnac riconvertita a megastore di cellulari e schermi ultrapiatti, in un post su Fb del 13 maggio, diceva: “Oggi è stato come entrare in un centro commerciale. Sti? ragazzi moriranno di cellulari e tablet. Non lo sapranno mai cos?era segnare un libro con una macchia di Nutella. E s?innamoreranno di sconosciuti nascosti nel buio di Fb.” E ancora: “È tosta stare a guardare impotenti questo niente. È tosta vivere senza libri. Ma mica ce la vogliamo aprire noi una libreria meravigliosa? Se avete soldi (qualsiasi cifra) e ci volete pensare, fatemelo sapere. Io ci sto.”

Eccola la frase famosa. Tre semplici monosillabi scritti per chiudere un post hanno poi dato vita a un?autentica rivoluzione, spalancando quello che si dice un portone. Che se nell?immediato sembrava potessero provocare solo sterili cliccate di accondiscendenza, quei mi piace e retweet che spesso scattano distratti, tanto per far intuire la propria presenza, sono stati accolti e recitati ogni giorno come un mantra ispirato. È così che è nata a Napoli la prima Libreria ad Azionariato Popolare, primo esempio in tutta Italia: con le prime donazioni spontanee e il lavoro volontario delle persone che hanno deciso di abbracciare il progetto.

Il passo a rendere concreta questa bella idea è stato più che breve. Da quell?Io-ci-sto si è passati all?hashtag #LaLibreriaditutti, quindi a un gruppo Facebook e una Pagina Fan con migliaia di adesioni. Fino ad arrivare all?inaugurazione di ieri sera dei soli locali, di quella che sarà la sede della libreria e il luogo fisico di riferimento, dopo manco tre mesi. Sarà al Vomero la “Libreria di tutti”, proprio il quartiere che aveva visto chiudere la storica Guida Merliani e nelle ultime settimane Loffredo, oltre alla Fnac che ha ispirato il famoso post.

Centinaia di persone sono venute all?evento, ma per ora hanno trovato solo un libro al centro della sala:“Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez. Il resto dei locali non ha ancora i libri allestiti, se ne parlerà in autunno. Ora è necessario il finanziamento, la grande campagna di crowdfunding che partirà a settembre e poi l?allestimento degli scaffali si spera entro fine anno. “Volevamo farvela vedere vuota” – ha detto uno dei consiglieri Giovanna D?Alonzo – “Vogliamo far vivere a tutti quelli che si associano l?emozione di vedere questa libreria nascere sotto i loro occhi, la stessa che stiamo vivendo noi che l?abbiamo pensata dall?inizio.” E ancora: “Con le quote dei primi 200 soci abbiamo potuto prendere l?impegno di affittare i locali. Domani magari saremo di più, il nostro obiettivo è arrivare a 1.600 soci.”

Dunque, l?obiettivo per ora è il finanziamento, passare dall?Associazione Culturale alla Società per Azioni Popolare, mettendo in vendita le azioni – da una a massimo cinque – per partecipare alla gestione. Domani ci sarà la vendita all?asta delle opere offerte dagli artisti. Ci saranno quelle di Dalisi e Mimmo Palladino, per citare i più famosi, e lo spartito originale della canzone Champagne di Mimmo Di Francia. Opere che si potevano già vedere esposte durante l?inaugurazione di ieri.

Un altro obiettivo è reclutare giovani, dato che al momento il target dei partecipanti è over 35. E soprattutto scrittori, ai quali verrà data visibilità grazie ad ampi spazi dedicati all?editoria locale e gli emergenti. Infine, ci sarà anche un?intera sezione multietnica dedicata alla letteratura straniera e in lingua originale così da venire incontro ai tanti immigrati, srilankesi inclusi.

Ecco dunque un buon esempio di fare rete. Ecco come vanno sfruttate le potenzialità dei social network: si lancia un?idea, che accomuna ideali e viene condivisa; quest?idea si diffonde a macchia d?olio, meglio delle friggitorie di patatine degli ultimi tempi. Unisce sforzi e talenti e dall?unione si arriva al progetto che si tramuta in realtà. Ed è tutto partito da una semplice frase: “Io ci sto”.

Libreria Io ci sto
via Cimarosa, 20
Napoli
info@iocistolibreria.it

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