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Max Frisch

Il silenzio

Balz Leuthold non ha mai voluto essere una persona ordinaria. Poco prima del suo trentesimo compleanno, però, si rende conto di non potersi neanche considerare davvero una persona straordinaria. Nella vita, fino a ora, non ha compiuto azioni degne di particolare nota, nessuna invenzione, nessuna creazione artistica o letteraria che lo elevino a persona speciale. Allora ha preso una decisione: scalerà quella montagna che da giovane guardava ergersi sulle sue passeggiate, che faceva ombra ai discorsi con il fratello “adulto”. Compirà un atto eroico, e con questa azione “virile” darà un senso compiuto alla sua esistenza. È deciso: azione o morte. Ma giunto in montagna alla locanda dove sostava anche in gioventù, incontra una giovane straniera, che lo guarda e lo vede come nessuno fino ad allora lo ha mai guardato e visto. Chi è lei, da che vita proviene? Perché sembra non aver paura di nulla? E dall’incontro tra i due scaturiscono gli interrogativi, e la narrazione si sviluppa e trascina via il lettore proprio come un torrente montano scorre rumoreggiando tra i crepacci, e il vortice di pensieri e accadimenti lascia senza fiato, travolge come il senso di assoluto degli ambienti montani, dove il sorgere del giorno e il calare della notte sono eventi che penetrano le fibre dell’individuo tanto quanto fame, sonno e sete. E la domanda echeggia: cosa fa di una vita una vita veramente compiuta? Ha a che fare, questo, con la felicità?

Max Frisch dà voce alle domande di un uomo alle prese con il proprio prepotente bisogno di compiutezza.
Il Venerdì di Repubblica

Una piccola gemma tra alpinismo e introspezione.
Fulvio Panzeri, Avvenire

Una storia epica di eroismo mancato: perché la vita è più semplice che romantica.
Nicola Fano

Una sorta di conradiana "Linea d'ombra" che ha pers fondo la montana e non il mare.
Il Foglio

Questo romanzo breve ha finito per influenzare e non poco l’opera più matura del grande scrittore svizzero. Lo possiamo certamente considerare l’affascinante preludio all’opera di tutta la vita.
Nicola Vacca, Satisfiction

Max Frisch’s literary career began in 1934 with the novel Jürg Reinhart, a summery tale of the road to destiny. Three years later in the German publishing establishment he likewise published the tale from the mountains with the title Il silenzio. In the edition of his collected works, arranged for the occasion of his sixtieth birthday, this narrative did not appear at the behest of the author. Now more than seventy years later this early work is again available for the first time. Already present here is Frisch’s dominant motto of biographical identity – which in the lifetime of this author also possesses an autobiographical dimension – of the subject: Is there self-realization outside of artistic existence? Or in the words of Il silenzio, was one only ever a scornful ‘ordinary citizen’, if one abandons the great gamble of the phenomenal? If, just after the publication of Il silenzio, Max Frisch breaks his solemn vow, never again to write – then the explanation of his decision for a career as a writer is to be found in this narrative: it thus forms the central pillar of his entire creative work.

 

ISBN: 9788861100480 | Pagine: 128
Traduzione: Paola Del Zoppo
Frase Lancio
L'inedito di uno dei più grandi scrittori del '900.
Frase Lancio
Max Frisch

È NATO A ZURIGO NEL 1911, ED È STATO uno dei più noti e importanti scrittori del secondo Novecento, entrato a far parte anche del canone scolastic...

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Recensioni

Succede Oggi

Max Frisch ritrovato

Un’ultima parola su questa piccola casa editrice, Del Vecchio, che non conoscevo. Il libro in questione è molto elegante: con una grafica retrò, buona carta e apparati critici utili. Dentro ci sono disegni buffi e suggerimenti di lettura interessanti: insomma, un oggetto che va controtendenza, rispetto alla fretta critica e alle scelte grafiche facili e rutilanti di oggi. Complimenti!

il Venerdì di Repubblica

Il silenzio

In questo romanzo breve, pubblicato nel 1937 e tradotto per la prima volta in italiano, Max Frisch dà voce alle domande di un uomo alle prese con il proprio prepotente bisogno di compiutezza.

RSera

L'impervia scalata di Balz lungo la montagna della vita

La curiosità. Quando Frisch scrisse il racconto, i tentativi di scalata alla parete Nord dell’Eiger, montagna delle Alpi Bernesi, salirono all’onore della cronaca non soltanto per le tante morti tra chi osava affrontare l’impresa, ma anche per il rilievo che la propaganda nazista dava ai successi degli scalatori tedeschi.

Il posto delle parole

Il silenzio

Paola Del Zoppo racconta "Il silenzio" di Max Frisch a "Il posto delle parole. I libri, le conversazioni, i pensieri".
Clicca qui per ascoltare l'intervista di Livio Partiti.

Economia italiana

Il silenzio

Una storia d'amore? Un disperato grido di dolore per quello che non abbiamo fatto e avremmo potuto fare? Un tirare le somme sulla solitudine dell'individuo nel momento in cui si sta, forse, per imboccare il passaggio verso l'aldilà?
http://www.economiaitaliana.it/it/articolo.php?ID=10650&LT=PRIMA

L'indice dei libri del mese

Il silenzio

Il racconto inedito che presenta Del Vecchio, in veste grafica gradevolissima, è proprio il frutto di quell’antico incontro con la montagna. Il protagonista, Balz Leuthold, ormai giunto ai trent’anni, sulla soglia di un matrimonio non proprio sentito, decide, con gesto da superuomo, di compiere un’impresa alpinistica dalla quale dipenderà il suo destino.

Satisfiction

Il silenzio

Un romanzo breve scritto in giovane età e che Frisch rinnegò. Per
fortuna che questo piccolo e prezioso scritto sia stato ritrovato. In quest’opera Max Frisch si pone interessanti dilemmi esistenziali che ancora oggi forse attendono una risposta. La vicenda di Balz
Leuthold che ha sempre rifiutato di essere una persona ordinaria e che in occasione del suo trentesimo compleanno si accorge di non essere nemmeno una persona straordinaria, è davvero significativa di una condizione umana che è costretta a fare i conti con tutti i vuoti e i pieni dell’esistenza.

Leggere tutti

Il silenzio

E se il suo grido di fronte alla sfida che si impone è la convinzione che non ci sia indulgenza per chi ha sprecato la propria vita e che il passato non si possa rettificare, l’insegnamento che ne trarrà sarà
ben altro: la consapevolezza che non c’è una vita ordinaria, “che nessuna vita è disprezzabile, che semplicemente si possa buttare via, che tutto ciò che facciamo è davvero abbastanza”.

L'indice dei libri del mese

Il silenzio

Il racconto inedito che presenta Del Vecchio, in veste grafica gradevolissima, è proprio il frutto di quell’antico incontro con la montagna. Il protagonista, Balz Leuthold, ormai giunto ai trent’anni, sulla soglia di un matrimonio non proprio sentito, decide, con gesto da superuomo, di compiere un’impresa alpinistica dalla
quale dipenderà il suo destino.

Scene contemporanee

Il silenzio

Frisch ci regala un racconto di formazione in cui il passaggio dalla giovinezza all’età adulta è segnato da un rito autoimposto che somiglia moltissimo a quelli di certe tribù - dagli indiani d’America ai maori australiani -  dove questo momento è sottolineato da una cerimonia collettiva e partecipata da tutta la comunità.
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Famiglia cristiana

La scalata più dura del giovane Balz

Lo scrittore avrebbe potuto comporre la storia di un fuggevole amore, sullo sfondo dei magnifici paesaggi alpini, ma presto le riflessioni nate dallo scambio fra i due giovani ci conducono altrove.
Il vero tema del libro è la potenza lnesausta dei nostri desideri (gloria, ricchezza, successo, piacere, bellezza e via di questo passo) e la difficoltà che ogni essere umano sperimenta nel tentativo di trovare la propria autenticità.

Rivista!unaspecie

Il silenzio

Sapientemente tradotta in italiano da Paola Del Zoppo e giunta fino a noi grazie all’editore Del Vecchio, quest’opera giovanile attraversa il Novecento per mostrarsi ai nostri occhi, ad oltre 70 anni di distanza, con la stessa lucidità e la stessa freschezza di allora. Il viandante, personaggio  romantico dalle aspirazioni eroiche, si muove tra sublimi paesaggi descritti come in un romanzo ottocentesco con un linguaggio poetico e potente, per districarsi tra tematiche e dubbi invece tipicamente novecenteschi come lo scopo dell’esistenza umana, il divario tra sopravvivenza e vita, tra ordinarietà e straordinarietà, tra uomo e artista.
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Stato quotidiano

Il silenzio

Il silenzio è un racconto molto introspettivo, denso di considerazioni prevalentemente pessimistiche sull’esistenza e sull’uomo. In questo Max Frisch è davvero bravo, e la lettura insinua in alcune pagine brividi di gelido realismo. Il protagonista è un uomo qualunque, dall’esistenza mediocre ma tutto sommato normale, che vive la sua crisi esistenziale rimuginando pensieri di questo tipo: “Qualcosa l’uomo dovrà pur fare, o deve stare lì tutta la vita e fissare il vuoto e riflettere su cosa Dio, nella sua imperscrutabile noia, abbia mai inteso dire con la creazione dell’uomo?”. All’interno del suo orizzonte ci sono due donne: Barbara, la fidanzata che forse non ama e del cui amore non è sicuro, e Irene, la donna conosciuta alla locanda che rappresenta il mistero e la novità, e che può dare un senso diverso a tutto. La montagna diventa l’ultima prova, l’ultimo ostacolo oltre il quale raggiungere nuovi slanci e desideri con il cuore più consapevole.
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I convenzionali

Il silenzio

Cosa fa sopravvivere alla morte? Piantare un albero, scrivere un libro, avere figli, secondo qualcuno. Restare nella mente del cuore e degli altri, secondo altri. Di chi ci ha amato. Di chi ci ha conosciuto. Raggiungere la vetta di un monte, secondo Balz. Non uno qualunque, si badi bene. Quel monte che da sempre lo accompagna. Ma la montagna da scalare è davvero quella che si staglia proterva nel cielo? O sono forse altri i dossi da valicare nella propria personale ricerca della felicità? Da leggere.
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laRepubblica

Il rumore del silenzio

Una storia va guardata da diversi punti di vista. Ecco perché occorre leggere "Il silenzio" sotto prospettive diverse, riprendendo il filo di quelle risposte cercate dal protagonista, come in quel fuoco da preparare di London, come nell'eterna fuga da sé stessi raccontata da Cioran. In un silenzio "che sembra sempre poter uccidere qualcuno, se davvero si potesse sentirlo" la ricerca di risposte sul senso ultimo, su Dio, sull'esistenza. "È come se questa quiete, questo silenzio che copre il mondo sciogliesse tutti i pensieri; si sente solo il proprio cuore che batte o talvolta il vento che sibila nelle orecchie. E se a volte una taccola nera veleggia sulle rocce per svanire di nuovo con un grido sommesso, questa quiete solitaria rimane, avvolgendo tutta la vita e inghiottendo ogni tumulto come se non ci fosse mai stato, questo silenzio senza nome, che forse è Dio o il Nulla".
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