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Leonhard Frank

L'uomo è buono

L'origine del male e L’uomo è buono vengono scritti ed elaborati nel primo anno della Grande Guerra. Leonhard Frank non cede alla mitizzazione del progresso, della potenza, dell’organizzazione e della necessità della guerra e decostruisce, nelle sue novelle, i percorsi che hanno portato alla tragedia: la tendenza alla sopraffazione e la propensione all’adattamento, alla conservazione dello stato delle cose per timore della sofferenza, il pessimismo. In L’origine del male Anton Seiler, un poeta messo a dura prova dagli eventi della vita eppure ancora fedele ai propri ideali, sente la necessità enigmatica di tornare nella sua città natale dove incontra per caso il suo sadico maestro di scuola. Un tentativo di riconciliazione si trasforma in delitto, e il poeta viene arrestato. Rischia la pena di morte. Sarà lo svolgimento del processo a farci conoscere la vera origine del crimine e le sue conseguenze. L’uomo è buono è un ciclo di cinque novelle: in ognuna un protagonista ci trasporta nella sua visione della guerra e della sofferenza. La sciagura e il dolore, mascherati da onore e sacrificio, vengono qui svelati in tutta la loro indigesta oggettività. La narrazione scoperchia il vaso di Pandora per affrontare la realtà dei mali uno a uno, in un energico slancio verso la reazione, verso l’ottimismo e la
presa di coscienza della forza del singolo, perché "l’uomo potrà essere e sarà umano quando non sarà più costretto all’inumanità".

Leonhard Frank was a German expressionist writer. He wrote L’uomo è buono during his exile in Switzerland. In these anti-war novellas, Frank expresses his belief in the goodness of people. Society, however, with its arbitrary rules and regulations, distorts people's natural goodness. The theme of all the novellas is the brutal and senseless killing in World War I, carried out in the name of patriotism and the state. Frank sees the war as a logical result of the patriarchal society, in which from an early age people have been conditioned to obey, causing them to go to war unquestioningly. Frank posits an anarchistic ideal of society in which people will love each other, though he is vague about how such a society can come into existence.

ISBN: 9788861101067 | Pagine: 336
Traduzione: a cura di Paola Del Zoppo
Frase Lancio
Il libro più appassionato mai scritto contro la guerra.
Frase Lancio
Leonhard Frank

NASCE A WÜRZBURG NEL 1882 da una famiglia umile. Frequenta la severissima scuola evangelica, in una regione e una città di storia e cultura radicalmente cattoliche, e dopo il diplomadi ...

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Recensioni

TTL - La Stampa

L'Utopia dell'uomo buono nella Grande Guerra

Forse mai come oggi Leonhard Frank è stato attuale. Non solo perché ricorre il centenario della prima guerra mondiale. ma perché conflitti e violenze sembrano non aver fine.

Squadernauti

L'uomo è buono

La fiducia o meno nella bontà dell’uomo: ed ecco che gli orizzonti filosofici del libro superano la congiuntura storica. Sarebbe infatti riduttivo attribuire a Leonhard Frank il mero ruolo di intellettuale engagé. Le sei narrazioni che compongono L’uomo è buono sono semmai altrettante indagini sulla compresenza, nell’animo umano, dell’inclinazione al bene e al male.
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Senzaudio

L'uomo è buono

La narrazione di Frank è eccellente, dipinge con maestria le sfumature dell’animo umano, la dannazione che Seiler sente su di sé, l’odio represso per il maestro che improvvisamente esplode in un lampo di pazzia. Inoltre, le ultime pagine sono tra le pagine più cariche di pathos che io abbia mai letto (e sì, ho letto abbastanza da poter scrivere questa frase senza suonare ridicolo).
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il Gionale di Brescia

Racconti di Leonhard Frank contro la guerra

Le novelle puntano a mostrare come l'immane tragedia e il dolore della guerra siano mascherati dalla società sotto i concetti di onore e sacrificio per la patria.

Alias

Leonhard Frank, la galleria del dolore di un pacifista

Il volume ha il merito di riproporre al lettore odierno la prosa incisiva e cristallina di uno scrittore militante, coerente sino alla fine della sua movimentata vita (Wurzburg 1882-Monaco 1961). Né vale meno il merito di additare, in questo centenario della prima guerra mondiale, l’esempio di un appassionato pacifista tedesco, che nello scoppio del conflitto vide lucidamente la rovina dell’Europa, a prescindere dal suo esito.

Rsera

Come restare buoni tra gli orrori della guerra

Se L'origine del male è un racconto contro la pena di morte, le cinque novelle de L'uomo è buono sono un manifesto contro la guerra. E la bella edizione Del Vecchio riporta al primo sfoglio una frase di Frank che riassume con efficacia il pregio e la cifra della sua scrittura: "Le trattazioni filosofiche non appartengono al romanzo".

Rivista!unaspecie

L'uomo è buono

Troppe dosi di dolore giornaliere sfoggiate dalle cronache moderne hanno reso la corazza della coscienza di massa sempre più dura, impenetrabile, tanto da rendere la guerra accettabile. Basta non parlarne, basta non sentirne le bombe.
Leonhard Frank ci ripete con tutte le forze che non dobbiamo essere così, che comportandoci in questo modo ci tramutiamo nei principali colpevoli, che volgere lo sguardo non ci rende innocenti. L’uomo è buono è un libro potente, necessario per destarsi da questo dormiveglia.
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Mangialibri

L'uomo è buono

L’assurdità della guerra, non trattata dal punto di vita filosofico bensì mostrata nel suo lato più crudele e insensato: quello della propagazione della sofferenza, del dolore, della morte dell’uomo. Un classico della letteratura tedesca meritevolmente recuperato da Del Vecchio in un’edizione curata nei dettagli.
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Il Cittadino

Frank e il dilemma storico slùla bontà (o no) dell'uomo

Tra i grandi protagonisti dell'orizzonte letterario tedesco dei primi decenni del Novecento, di Leonhard Frank vengono ora riproposti in una nuove veste editoriale i suoi due lavori più celebri: L'origine del male e L'uomo è buono. Elaborati entrambi nel corso del primo anno della Grande Guerra sono una forte denuncia contro la nazionalizzazione delle masse e la militarizzazione della società.

Carmilla

Il padre, di Leonhard Frank

L’etica della pace, della non violenza, della denuncia degli orrori della guerra, e la fiducia incrollabile nell’Uomo, fanno dell’opera dell’autore tedesco, quasi sconosciuto in Italia, un punto di riferimento del pacifismo mondiale.
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Poetarum Silva

Il padre, di Leonhard Frank

A 100 anni dallo scoppio della Grande Guerra, in questo anno 2014, oggi, 19 ottobre, in concomitanza con la Marcia per la Pace, dopo aver letto e apprezzato i testi del volume L’uomo è buono di Leonhard Frank, che Del Vecchio Editore ha pubblicato nella traduzione di Paola Del Zoppo, proponiamo un estratto dal racconto Il padre.
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Lettere migranti

Solo chi pensa può portare le pace

Oggi, 19 ottobre 2014, nel giorno della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, cammino e penso, penso e cammino, porto con me questo libro potentissimo, chiaro e profondo, che attraversa il dolore, non lo ignora, lo raccoglie e chiama, con la voce di chi ha conosciuto lo strazio e la perdita, di chi ha smascherato la menzogna delle parole di propaganda, a una rivoluzione che ripudia le armi e invita a pensare, sempre: «Solo chi pensa può portare le pace».
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Critica letteraria

#LibrinTrincea - 11 novembre 1918.

Fatti e riflessioni sulla Prima Guerra  Mondiale hanno interessato tanti contributi di questo 2014 che celebra il centesimo anniversario dal suo inizio. E a lungo si è parlato dell’impegno di intellettuali che hanno descritto tutta la portata di un evento che ha scosso l’umanità. Tra questi c’è anche Leonhard Frank (1882-1961).
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Il Cittadino

I due capolavori di Frank tornano a farci riflettere

Tra i protagonisti dell'orizzonte letterario tedesco dei primi decenni del Novecento, di Leonhard Frank sono riproposti in una nuove veste editoriale i suoi due lavori più celebri: L'origine del male e L'uomo è buono. Elaborati entrambi nel corso del primo anno della Grande Guerra sono una forte denuncia contro la nazionalizzazione delle masse e la militarizzazione della società.

L'Indice

L'uomo è buono

"Noi abbiamo sempre pronunciato solo le parole e i pensieri che ci sono stati forniti dalle autorità". La potenza di questi racconti sta proprio nella decostruzione di questi concetti-valore, decostruzione portata avanti con mezzi letterari che attingono con originalità al patrimonio espressionistico. Il  loro respiro è febbricitante: c'è il pervasivo sentimento che debba accadere, tra breve, qualcosa di risolutivo, di palingenetico.

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17
settembre -
ore 16:00
Babel / Teatro Sociale / Bellinzona
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