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Abelardo Castillo

I mondi reali

Vecchiette multimilionarie, barboni, adolescenti, criminali, i personaggi più disparati prendono vita nei racconti di Castillo, perfettamente intagliati nel linguaggio, riportando continuamente in primo piano lo sfondo di un’Argentina nitidissima e insieme fuori dal tempo. Storie perturbanti, kafkiane, del “limite”, che hanno indotto la maggior parte dei critici a definire Castillo il più diretto erede di Julio Cortázar. E se in alcuni racconti spicca la vulnerabilità umana in tutte le sue sfaccettature, in altri, l’esistenza di mondi paralleli, la poesia e la bellezza, la frustrazione di uno scrittore fallito, la solitudine dell’incapacità d’amare, il tempo che ritorna o la morte sono il centro della narrazione. In alcune storie, elementi fantastici si congiungono a quelli umoristico–polizieschi o, ancora, è la vita di coppia che si fa simbolo della battaglia di sopravvivenza quotidiana. Ma per quanto le storie dei cuentos siano attraenti e originali, è lo stile inconfondibile di Castillo a dominare la scena. Una lingua semplice, incisiva ed elegantissima, che danza tra registri colloquiali, linguaggio infantile, monologo allucinato, ma senza mai rinunciare alla coloritura porteña. Ecco che figure e caratteri si distinguono mano a mano nell’affresco,
contribuendo alla definizione di un’immagine complessa, permeata da un’ironia grottesca che fa riflettere inevitabilmente sulla condizione dell’uomo contemporaneo e sulle infinite possibilità del reale.

Argentinean author Abelardo Castillo is the founder of the literary reviews El  Grillo de Papel (which later continued as El Escarabajo de Oro) and El ornitorrinco. He has written novels and drama, but above all is known for his short stories, characterized by a subtle narrative tension, some of which have been translated into English, French, Italian, German, Russian and Polish.

ISBN: 9788861101487 | Pagine: 272
Traduzione: Elisa Montanelli
Frase Lancio
Reale, fantastico e assurdo, dal più diretto erede di Cortázar.
Frase Lancio
Abelardo Castillo

È narratore, drammaturgo, critico e poeta. Con oltre sessanta racconti all’attivo, quattro romanzi e quattro pièce teatrali, senza contare gli innumerevoli articoli e prefazioni...

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Recensioni

Il Garantista

Io, o forse tu o lui. Il mondo, o forse i mondi...

Mondi reali sono i mondi possibili, gli altri mondi che potrebbero essere e i mondi degli altri, quelli che potevano essere e che non sono stati, o che sono stati e continuano ad essere, nelle possibilità parallele che aprono all’impossibile del doppio e delle vite doppie, del sogno e del sogno doppio. In un movimento più onirico che lineare, oppure in cui coesistono una dimensione temporale circolare ed una lineare.

I convenzionali

I mondi reali

Ci sono nei suoi racconti, compiuti molto più di tanti altri romanzi in giro per il mondo, personaggi variopinti come i costumi del carnevale di Rio, o caratterizzati come certe maschere felliniane, che rimandano al lettore l’immagine di una fuggevole e caduca bellezza, della vita come un filo sospeso tra riso e pianto, come un dono fragile. Che siano dal paradiso o dall’inferno, sono cartoline che parlano a noi. Tutti. Di noi. Nessuno escluso.
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Artapartofculture

I mondi reali

Di fatto, gli universi descritti da Abelardo Castillo nei suoi racconti sono stratificati, grandi, immensi anzi, e contorti, e vagamente inquietanti e al contempo consolatori, accettati e vissuti con naturalezza e, soprattutto, curiosità. Perché davanti ai vertici, e agli abissi, e ai tortuosi percorsi narrati dallo scrittore, i personaggi, come d’altronde il lettore, reagiscono con meravigliata accettazione, e talvolta addirittura si rilancia la posta, quasi a voler veramente indagare quanto di più c’è in cielo e in terra rispetto alla tua filosofia, caro Orazio.
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Satisfiction

I mondi reali

Le tracce della grande narrativa argentina sono visibili ma rigiocate in una cifra singolare che è quella di una sorniona ironia tutt’altro che innocua, sì che Castillo è capace di dare al lettore mazzate spaventose almeno quanto quelle che si infliggono fra loro i personaggi. Valga per tutti il racconto Patron, eponimo di un vecchio proprietario terriero che costringe una giovane e più che riottosa ragazzina a dargli un figlio: quindici pagine affilate in una tensione potente fino al magistrale finale.
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Il Mattino

Herzog

Alla lunga si capisce che i racconti di Castillo sono una canzone popolare, che entra ed esce dalle case, salta da bocca a orecchio, sfila trame e costruisce giochi, cammina su gambe di donna e si dispera in braccia d'uomini.

IYE

I mondi reali

Ogni racconto rappresenta una vera e propria bomba di sensazioni. Castillo riesce a trasmettere, con la sua prosa disincantata, calda e chiara, in racconti di una manciata di pagine, una forza emozionale che definirei prepotente, aggressiva, dalla quale si viene inevitabilmente inondati e riempiti.
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Il Giornale

I mondi reali

A partire dal 1972 tutte le raccolte di cuentos di Castillo verranno pubblicate con questo unico titolo collettivo, I mondi reali, come un'opera in progress, incessante, che prosegue all'infinito. Al contrario di Borges, secondo il quale tutta la letteratura appartiene al genere fantastico, per Castillo tutto è reale, perfino i sogni, l'immaginazione, l'invenzione letteraria: tutto fa parte di un'unica realtà.

Il (re)censore

I mondi reali

Cosa funziona:
 
1.       Lo stile della scrittura è svincolato dalle tradizioni senza scadere nell’esagerato o nel cervellotico. Dimostrazione di come la narrativa sia evoluzione (8)
 
2.      Il contenuto. Racconti in equilibrio fra il documento storico, il saggio, l’invenzione e ciò che viaggia ben al di sopra della portata cerebrale della critica (9)
 
3.      Cover, back cover e design superlativi (10)
 
4.      Annotazioni puntuali, riferimenti, rimandi: completezza davvero encomiabile (9)
 
5.      Livello artistico del ritratto a fine volume, posizionato là dove deve stare, con le citazioni per il suo autore e per tutto lo staff che ha lavorato all’oggetto-libro (9)
 
6.      Grande lavoro di traduzione (9)
 
7.      Saggio molto interessante, solo qualche tecnicismo di troppo (7)
 
8.      Lo spazio web del libro, tanto quanto quello dell’editore. Giù il cappello (9)
9.      Sedici euro per 272 pagine sono un prezzo giusto per una raccolta di qualità (8)


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Kultural

Sulla scia delle visioni

Il Castillo de I Mondi Reali ricorda vagamente, ma in modo abbastanza deciso, il Gogol’ dei Racconti di Pietroburgo, palcoscenico indimenticabile di vite al confine con la pazzia: un artista che rincorre una sconosciuta e muore di dolore quando apprende che si tratta di una prostituta,  un povero scrivano che si priva di qualunque oggetto pur di comprarsi un cappotto nuovo che gli verrà sottratto già il primo giorno, ed un maggiore che perde misteriosamente il proprio naso. I Mondi Reali, così come i mondi descritti dai grandi visionari, sono luoghi in cui le assenze scavano più a fondo delle presenze, luoghi in cui i fantasmi pesano più dei corpi in carne ed ossa e in cui le emozioni hanno forma, consistenza e odori che si attaccano alla pelle, agli occhi, al cuore.
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Senzaudio

Se sono reali i mondi di Castillo

Se volete una raccolta di racconti che non vi lasci indifferenti, che ad ogni fine vi spalanchi un mondo di emozioni e sensazioni non sempre (quasi mai) tranquillizzanti io credo che dobbiate assolutamente andarvi a comprare “I mondi reali” di Abelardo Castillo. Leggendo i suoi lavori mi sono dovuto interrogare spesso sull’effettiva natura dell’animo umano. Bestia crudele che può rimanere sopita per anni e poi balzarti alla gola. Credo che Castillo abbia fatto un grande lavoro ritraendo i lati oscuri del comportamento umano anche quando li ha incastonati in una struttura fantastica.
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Sul romanzo

I mondi reali

I concetti di realtà si slabbrano, le dimensioni si moltiplicano, la scrittura si ipertrofizza. Per questa stessa complessità, i cuentos di Abelardo Castillo si inseriscono a pieno titolo nella storia letteraria argentina, come spiega bene la nota critica in coda al libro (un momento interessante della lettura dei Mondi reali, tanto quanto i racconti che la precedono). Dall’uruguaiano Quiroga all’argentino Lugones, prende le mosse una tradizione vivace di “cuentisti”, che arriva fino al picco rappresentato da Cortázar. È la “nueva era cuentistica argentina”.
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Il paradiso degli orchi

I mondi reali

Si dovrebbe partire appunto dal concetto di realtà, che ora più che mai si presta a ogni tipo di ipotesi e di speculazione: là dove i filosofi hanno cominciato a battere la fiacca i fisici si sono messi a darci dentro. Ma gli scrittori lo sapevano già. Parlo di Poe, di Borges, di Kafka… Ho sparato nel mucchio, perché l’elenco è infinito. Gli scrittori lo sanno e lo sanno da sempre. Che la realtà è una e tante, che non è la stessa per tutti, che non è scontata in nessun momento.
   Riguardo al particolare approccio di Castillo sono illuminanti le parole della curatrice:
   Al contrario di Borges che afferma che in quanto finzione tutta la letteratura appartiene alla sfera fantastica, Castillo è convinto che anche i sogni, l’immaginazione e naturalmente la letteratura facciano parte della stessa realtà…
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Il vento distante

Nei dintorni del racconto

Castillo viaggia sempre su quella sottile linea, tra reale e non reale. Rimane più vicino alla terra, ricordando a tratti il Juan Rulfo dei racconti, in altri momenti ricorda un Cortázar più moderato: i modelli sono una prigione bellissima in fondo.
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Flanerí

I mondi reali

I racconti di Castillo sono frammenti di un universo personale complesso, dominato da un dualismo schizofrenico incurabile, lo stesso attorno a cui si sviluppa l’intera struttura antologica. Una raccolta del tutto atipica quella di I mondi reali a cui lo scrittore argentino ha lavorato e lavora sin dagli anni Settanta con instancabile perizia. Ogni nuova edizione è un perfezionamento della precedente ma mai il raggiungimento della perfezione.
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Gli stati generali

A proposito di racconti

Non dico che ne I mondi reali, la raccolta dei racconti di Abelardo Castillo, scrittore, saggista e direttore di riviste culturali a Buenos Aires, alle quali collaborava anche Cortazar, i racconti siano tutti belli. Ma una cosa devo proprio precisarla: nella raccolta ci sono tre, quattro racconti sublimi. Di quei racconti che mentre li leggi devi prendere la matita e sottolineare i periodi per imprimere la gioia di una lettura emozionante.
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