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Marente de Moor

La vergine olandese

Nell’Europa infestata dal nazismo, è l’estate del 1936. Il medico olandese Jacq invia in Germania la filia diciottenne, giovane campionessa di scherma, per un periodo di vacanza e formazione presso un suo vecchio amico, Egon von Bötticher, aristocratico ed eccellente spadaccino. Von Bötticher trascorre le giornate in una solitaria tenuta di campagna che gestisce con pugno di ferro. Lì dà lezioni a due fratelli gemelli e organizza annualmente un tradizionale duello segreto, in cui i partecipanti si affrontano con armi non spuntate per dimostrare il proprio coraggio. Egon è enigmatico, sgradevole, ma attraente. Una strana relazione lo lega al padre di Janna; un’amicizia fiorita durante la Grande Guerra, al tempo in cui Jacq, senza vera convinzione, ricuciva le ferite terribili dei soldati, per rispedirli al fronte. Ma quali erano il ruolo e le inclinazioni di Egon durante la guerra? Janna scopre a poco a poco un mondo singolare, misterioso, che la porta a ridisegnare la mappa della sua storia personale sullo sfondo di una nuova immagine della Storia. La narrazione si muove agilmente nel tempo, svelando il passato e i misteri connessi al rapporto tra il padre di Janna ed Egon. Sulle pagine scorrono gli anni della Grande Guerra, in cui sfumano valori che sembrano scomparire per sempre, legati al codice aristocratico dell’onore, del coraggio, del fascino per la scoperta e il superamento dei propri limiti e possibilità.

Marente de Moor riesce a evocare con passione e autenticità l’atmosfera di un’epoca instabile e ricca di contraddizioni, tinteggiando con maestria le incertezze e le tensioni che hanno preceduto il secondo conflitto mondiale in una narrazione asciutta e dalle linee precise.

ISBN: 9788861101692 | Pagine: 368
Traduzione: Stefano Musilli
Frase Lancio
Premio Letterario dell’Unione Europea 2014
Frase Lancio
Marente de Moor

Dopo gli studi in slavistica, Marente de Moor ha vissuto alcuni anni in Russia, studiando recitazione teatrale e scrivendo regolarmente articoli e contributi per il «De Groene Amsterdammer&ra...

Recensioni

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Le lotte di un’anima

Mi sento piuttosto come un piccolo campo di battaglia su cui si combattono i problemi (...). Quei problemi devono pur trovare ospitalità da qualche parte, trovare un luogo in cui possano combattere e placarsi, e noi, poveri piccoli uomini, noi dobbiamo aprir loro il nostro spazio interiore, senza sfuggire». Così scrive Etty Hillesum nel 1941, così vive il personaggio di Janna in La Vergine Olandese nel 1936. Cosa aleggia su queste date è raggelante, indelebile mentre ascoltiamo le loro voci e immaginiamo le loro storie. Janna porta avanti i propri conflitti così come Etty Hillesum se ne prende cura. C’è quindi, a tutti gli effetti, non solo un interesse ma una manutenzione di tutto quello che scompiglia; manutenzione, come già detto, perseguita anche dall’autrice: perché se è vero che ogni libro scritto ha qualcosa di una guerra contro se stessi, come scrive de Moor, «in pochi luoghi regna la pace come in un campo di battaglia a battaglia conclusa».

Su Doppiozero, Davide Magoni.

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